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»News: del: 11/05/2008
  »  Montegrappa tu sei la mia Patria
Il Monte Grappa domina con i suoi 1776 metri le province di Belluno, Treviso, Vicenza.

"Monte Grappa tu sei la mia Patria"

Il Monte Grappa domina con i suoi 1776 metri le province di Belluno, Treviso, Vicenza.

Oltre alle sue bellezze paesaggistiche e naturali, la notorietà del massiccio delle Prealpi Venete è legata soprattutto alla storia che lo ha visto protagonista di duri combattimenti durante la Prima Guerra Mondiale.

Tutta la zona del Grappa è un immenso “museo all’aperto”, con testimonianze che rievocano gli avvenimenti bellici lì avvenuti.

GUARDA "LE FOTO" DEL MONTE GRAPPA BY ITALIAGROUP CLICCA QUI

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“Monte Grappa tu sei la mia Patria, sovra a te il nostro sole risplende, a te mira chi spera ed attende… " sono i primi versi di un famoso canto patriottico che si ispira all’eroicità dei soldati Italiani nel difendere il massiccio dall’invasione nemica che minacciava l’Italia.

Dopo la disfatta di Caporetto e il ripiegamento dell’Esercito Italiano sul Piave fu il Monte Grappa, dal novembre del 1917 fino alla fine della Grande Guerra, un punto nevralgico di difesa delle linee italiane contro l’avanzata austro-ungarica.

I soldati Italiani del Grappa, con grandi sacrifici e grazie ad un sofisticato sistema difensivo fatto di camminamenti, gallerie, trincee scavati nella montagna contesero accanitamente in due battaglie difensive l’irruenta avanzata nemica, riuscendo poi a stroncarne ogni velleità invasiva e travolgerlo con una battaglia offensiva.

Il nome del Monte Grappa è sacro all’Italia ed è monumento nazionale.

Per ricordare il sacrificio delle migliaia di uomini che hanno eroicamente combattuto sulle pendici del monte è stato costruito nel dopoguerra sulla cima un’imponente complesso monumentale con un sacrario militare con oltre 23.000 spoglie di Caduti durante il conflitto.

Il Cimitero Monumentale degli Italiani accoglie 12.615 caduti di cui 10.332 ignoti e quello AustroUngarico 10.295 caduti di cui 10.000 ignoti.

Il Sacrario sorge proprio sulla sommità del massiccio a quota 1776 metri.

L'intera costruzione si adagia, lineare e imponente, sul costone di vetta di cui corregge l'aspro profilo naturale.

Fu costruito nel 1935, su progetto dell'architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni.

L’architettura, che s’ispira all’arte fortificatoria militare, esalta il misticismo del luogo con le sue masse geometriche ascendenti al cielo.

Il corpo centrale del monumento, quello dove sono custoditi i resti di 12.615 caduti, di cui 10.332 ignoti, è costituito da cinque gironi concentrici, degradanti a tronco di cono; ciascun girone è alto quattro metri e circoscritto da un ripiano circolare largo dieci.

Le spoglie dei 2283 Caduti identificati sono disposte in ordine alfabetico e custodite in loculi coperti da lastre di bronzo dove sono incisi il nome e le decorazioni al valor militare del Caduto. Quelle dei 10332 ignoti sono raccolte in urne comuni più grandi che si alternano alle tombe singole.

I cinque gironi sono collegati da un’ampia gradinata centrale a cinque rampe che dalla base del monumento porta alla sommità dove sorge il sacello circolare sormontato da una cupola metallica e da una grande croce di acciaio, Santuario della Madonnina del Grappa.

Nella cappella, elevata a Santuario, è custodita la statua della Madonnina del Grappa a cui è legata una storia di guerra che narra come essa venne mutilata da una granata nemica nel gennaio 1918.

La Sacra Effige venne benedetta nel 1901 dal Cardinale Sarto, poi Papa Pio X. Particolarmente cara agli alpini e ai valligiani della zone è ora una meta di devoto pellegrinaggio la prima domenica d’agosto.

Tra il 4° e il 5° girone, in posizione centrale, alla sommità della monumentale scalea che adduce al vertice del monumento, c’è la tomba del Maresciallo d'Italia Gaetano Giardino, che prima di morire, nel 1935, aveva espresso il desiderio di essere sepolto lassù tra i suoi soldati della 4°Armata, passata alla storia col nome di "Armata del Grappa".

Dal piazzale del tempietto della Madonnina del Grappa si snoda, come un bianco tappeto in pietra squadrata del grappa, la Via Eroica che corre per 250 metri circa tra due file di cippi in pietra nei quali sono scolpiti i nomi delle località legate ai più famosi fatti d’arme delle battaglie del Grappa.

Al termine della Via Eroica sorge un massiccio e solenne edificio costruito con grossi blocchi di pietra, il Portale Roma, che nella parte superiore riproduce la forma di un colossale sarcofago.

E’ stato progettato e costruito dall'architetto Alessandro Limongelli e offerto dalla città di Roma come ingresso principale della preesistente sistemazione del Sacrario. Nell’attuale collocazione l’edificio resta come monumento storico.

Sopra il Portale Roma è stato ricavato l’osservatorio e vi si accede dal vasto ripiano alle sue spalle, mediante scale interne. Dal terrazzo si ha modo di osservare l’ampio panorama circostante in cui si possono individuare i punti di maggiore interesse storico mediante l’ausilio di una planimetria in bronzo che ne riporta le esatte indicazioni.

Il Settore Austroungarico, a nord-est dal portale Roma, riunisce le Spoglie di 10295 Caduti austro-ungarici rinvenute nelle zone circostanti.

La sistemazione a loculi di 295 Caduti noti, su due ripiani sovrapposti, è analoga a quella degli italiani con i sacelli di forma semicircolare posti su tre file orizzontali che si trovano nella parte superiore della costruzione lungo pareti anch'esse semicircolari e sovrapposte. I 10000 Caduti rimasti ignoti sono raccolti in due urne ai lati della cappella centrale.

La zona monumentale del Grappa comprende oltre al Sacrario: la Galleria Vittorio Emanuele III , la Caserma Milano e la Casa “Armata del Grappa”.

La Galleria Vittorio Emanuele III è un’opera di fortificazione militare veramente grandiosa, realizzata in dieci mesi dal novembre 1917. Fu progettata dal Col. Del genio Nicola Gavotti per potenziare la difesa del Massiccio del Grappa. Ha uno sviluppo in galleria di circa cinque km. Consta di un braccio principale di 1500m da cui si irradiano numerosi rami secondari verso le postazioni dei pezzi d’artiglieria e delle mitragliatrici, gli osservatori e gli sbocchi per sortite controffensive. La galleria, ricavata al di sotto della Cima Grappa, è alta 3 metri e larga da 1,80 a 2,50. Fu necessario asportare circa 400000 mc di roccia impiegando 24 perforatrici meccaniche. Essa venne armata e dotata di impianti tecnici e logistici tali da consentire ai reparti incavernati (circa 15000 uomini con 72 cannoni e 70 mitragliatrici) la vita ed il combattimento per lungo tempo. Gli approntamenti difensivi della galleria concorsero efficacemente ad assicurarsi il possesso dell’importante massiccio nel corso della seconda e terza battaglia del Grappa.

Accanto all’ingresso della galleria sorge il cippo ricordo ai Caduti partigiani sul Grappa nel periodo 1943-1945.

La Caserma Milano venne costruita durante la guerra per alloggiarvi il personale addetto ai lavori stradali e di fortificazione.

Addossata alla parete rocciosa consentiva agli occupanti di raggiungere direttamente la galleria Vittorio Emanuele per mezzo di un cunicolo.

L’edificio è ora adibito a Museo Storico ed espone cimeli rinvenuti nel campo di battaglia con documenti e fotografie dell’epoca.
In un edificio adiacente la Caserma Milano, vengono proiettati, periodicamente o a richiesta, documentari cinematografici dell'epoca che illustrano la Grande Guerra.

La Casa “Armata del Grappa” è l’edificio che ospita il Rifugio Bassano.

Vicino all’Ossario si erge il Monumento al Partigiano con una statua in bronzo, opera dello scultore Augusto Murer.

Tutt’intorno al massiccio sono ancora visibili resti delle trincee e croci e cippi ricordano i gesti eroici.

Per raggiungere il Monte Grappa celebre è la “Strada Cadorna", tra le maggiori opere militari della zona che da Romano d’Ezzellino, vicino Bassano del Grappa, consente di raggiungere la vetta del Grappa.

Venne fatta costruire nel 1916 dal Generale di cui porta il nome. Si rivelò di eccezionale importanza strategica per l’organizzazione difensiva e logistica del sistema di difesa dell’intero massiccio. La strada La lunghezza della strada è di 30 km.

con ampi tornanti.

La strada Statale 141 da Romano d’Ezzellino è la via principale, con i suoi 30 km tra ampi tornanti permette di raggiungere Cima Grappa

Ma sempre la Statale 141 può essere raggiunta dal Bellunese, dalla statale 50 a Seren del Grappa a 5km da Feltre. La strada è più tortuosa e stretta.

Tra le altre alternative meno frequentate c’è la Strada Generale Giardino, vecchia strada militare stretta e ripida che da Romano D'Ezzelino verso la provinciale 248 va a Borso del Grappa.

Dalle strade principali si diramano innumerevoli e mulattiere che portano a malghe o zone storicamente importati della prima guerra mondiale.

Cenni storici: LE TRE BATTAGLIE DEL GRAPPA


L'avversa conclusione della dodicesima battaglia dell'Isonzo, con la rottura del nostro fronte a Caporetto ed il necessario ripiegamento dell'esercito italiano sul Piave portarono, nel novembre 1917, il Monte Grappa in prima linea a sbarramento del settore montano tra il Brenta e il Piave.
Le nostre truppe, dopo una drammatica ritirata, pervennero alla nuova linea logore e stremate. Il disastro venne evitato grazie alla forza d'animo ed all'esperienza del Comandante Supremo, Generale Luigi Cadorna, il quale, nella circostanza, seppe coordinare il ripiegamento.
E malgrado la stanchezza e le gravi condizioni logistiche e tattiche, i nostri soldati si prodigarono alacremente per costruire una nuova barriera difensiva atta ad arrestare definitivamente il nemico che imbaldanzito dai recenti successi, puntava alla totale distruzione dell'Esercito Italiano.
La conquista del Grappa, infatti, avrebbe consentito agli austo-ungarici di dilagare nella sottostante pianura veneta e colpire alle spalle il nostro schieramento sul Piave, dal Montello al mare.
Consci dell'importanza del loro compito - "Monte Grappa tu sei la mia Patria" diceva la loro canzone -, i soldati del Grappa, anche a costo dei più gravi sacrifici, nella prima e seconda battaglia difensiva contesero accanitamente ogni palmo di terreno all'irruenza nemica, sino a stroncarne ogni velleità offensiva e travolgerla per sempre con la terza battaglia dell'ottobre 1918.

1-LA BATTAGLIA DI ARRESTO
La prima battaglia difensiva - quella di arresto dell'avanzata nemica - si svolse in due fasi: dal 14 al 26 novembre e dall'11 al 21 dicembre 1917.
Preceduti da un attacco ch'era stato però contenuto sull'Altopiano di Asiago, gli austro - ungarici, dopo una massiccia e violenta preparazione di artiglieria, il 14 novembre attaccano in forze le nostre nuove linee avanzate, tra Cismon e Piave; la lotta diventa sempre più aspra e accanita ed il nemico fa ricorso a tutti i mezzi di distruzione in suo possesso: dalle granate di grosso calibro, ai lancia fiamme, ai gas asfissianti. Aggredisce da est e da ovest il massiccio del Grappa e ne sgretola le difese avanzate a costo di gravissime perdite.
Dal 16 novembre vengono via via coinvolti il M. Tomatico, il M. Roncone e il Prasolan; poi, dal 20 novembre, le quote ed i costoni che convergono a raggiera su Cima Grappa: Col Caprile, M. Pertica, M. Fontanasecca, Col della Beretta, M. Salarolo, M. Spinoncia e M. Tomba. Località tutte di cui si leggerà poi il nome inciso sulle steli che fiancheggiano la Via Eroica del Sacrario. Per più volte il nemico viene respinto, ma ripete gli attacchi accanitamente, con forze sempre maggiori.
Il 26 novembre, con un violento combattimento, la brigata "Aosta", reparti del 94° fanteria e del battaglione alpino "Val Brenta" ricacciano da Col Beretta al divisione austro - ungarica "Edelweiss" ed ha termine la prima fase della battaglia di arresto. Essa è stata la più dura e la più importante perché venne sostenuta dai nostri soldati quando non era stata ancora superata la terribile crisi della ritirata.
Nonostante l'accanimento degli attacchi, condotti con netta superiorità di forze, il nemico venne fermato dal disperato eroismo dei nostri soldati. Sul Grappa, come sul Piave, il sodato italiano compì prodigi di valore, superiori ad ogni aspettativa e riuscì a bloccare tutti i tenacissimi sforzi austriaci per mettere fuori combattimento l'Italia.
Fu solo dopo questa dura prova che, riacquistata la fiducia nelle nostre reali capacità, le truppe Alleate affluite in Italia, il 5 dicembre entrarono in linea da Monfenera a Nervesa con il XXXI C.A. francese ed il XIV C.A. britannico. Riordinate le sue forze, l'11 dicembre il nemico riprende con rinnovato vigore l'offensiva. Riappaiono ancora nel vivo della lotta Col della Beretta, Col dell'Orso, M. Spinoncia, Col Caprile, M. Asolone.
Nonostante la nostra strenua resistenza, il nemico riesce a strapparci il Valderoa e l'Asolone, giungendo ad affacciarsi sulla piana di Bassano. Ma gli ulteriori attacchi sono ovunque respinti ed il 21 dicembre il nemico desiste da ogni ulteriore tentativo.
La battaglia d'arresto è così vinta.

2-LA BATTAGLIA DIFENSIVA
Durante la stasi invernale, la nostra organizzazione difensiva venne rafforzata con lavori in roccia, trinceramenti, postazioni e reticolati, in previsione di altri e più massicci attacchi.
La nostra sistemazione sul Grappa era assai difficile perché eravamo ormai ridotti alle ultime propaggini montane verso la pianura, tanto che il Gen. Conrad definì la nostra condizione: "quella di un naufrago aggrappato ad una tavola di salvataggio, per cui sarebbe bastato mozzargli le dita per vederlo annegare".
Ma doveva fare i conti con la tenacia e il valore dei nostri soldati.
Venne aperta nella viva roccia, al di sotto della cima del massiccio, la famosa galleria Vittorio Emanuele III.
L'opera - vero capolavoro d'ingegneria militare - fu dotata di formidabili postazioni di artiglieria in caverna e di sbocchi offensivi per i contrattacchi.
Il piano nemico prevedeva di sferrare con una armata - la 11a - l'attacco principale dagli Altopiani e dal Grappa per giungere, attraverso la piana di Vicenza, alle spalle delle nostre difese sul Piave che la 5 e 6 Armata austro - ungarica avrebbero attaccato frontalmente.
La grande battaglia, dall'Astico al mare, che prese poi il nome di Battaglia del Solstizio, si accese nella notte del 15 giugno 1918. Fu improvvisa ma non inattesa dal nostro Comando Supremo che, avuto sentore delle intenzioni del nemico, riuscì a far scatenare un potente tiro di contropreparazione quasi contemporaneamente a quello di preparazione delle artiglierie nemiche, riducendone sensibilmente gli effetti distruttivi. Sul Grappa, nell'attacco che ne seguì, gli austriaci, protetti da una fitta nebbia, riuscirono ad irrompere nelle nostre prime linee del IX C. A. e raggiungere Col del Moins e Col Moschin, spingendo pattuglie fino al Ponte San Lorenzo.
Anche al centro, nel settore del VI C.A., il nemico attacca direttamente Cima Grappa da più direzioni; a destra, nel settore del XVIII Corpo, dopo ripetuti attacchi e contrattacchi, riesce ad affermarsi sulla linea Solarolo - Valderoa.
Ma la sua irruenza viene subito bloccata e nella giornata successiva, il 16 giugno, i nostri irresistibili contrattacchi riescono a ricacciare il nemico da quasi tutte le posizioni conquistate.
Sul basamento della colonna romana collocata a Ponte San Lorenzo, la nostra vittoriosa reazione è ricordata dall'epigrafe: "Qui giunse il nemico e fu respinto per sempre il 15 giugno 1918".
Il Comando Supremo, nel citare all'ordine del giorno l'eroico comportamento dell'Armata del Grappa, così dice nel bollettino di guerra del 18 giugno: "ciascun sodato, difendendo il Grappa, sentì che ogni palmo del monte era sacro alla Patria".
Le 640 medaglie al valor militare concesse per quella battaglia, di cui 486 a sodati, ne sono la luminosa dimostrazione. La vittoriosa conclusione della battaglia difensiva ebbe un effetto determinante per l'esito della dura guerra contro l'Impero austro - ungarico.

3-LA BATTAGLIA OFFENSIVA
Il compito affidato all'Armata del Grappa era quello d'irrompere nel solco feltrino per facilitare l'azione dei rottura delle Armate 8 e 10 dal Piave verso Vittorio Veneto.
All'alba del 24 ottobre 1918 venne accesa - questa volta per nostra iniziativa - la terza battaglia del Grappa. La battaglia, preceduta dal violento tiro di preparazione della nostra artiglieria, si sviluppa sull'Asolone, Cima Pertica, Osteria del Forcelletto, Prassolan e Valderoa, dove d'impeto vennero raggiunti importanti successi, nonostante la tenace difesa ed i ripetuti contrattacchi mossi dal nemico il 27 e 28 ottobre, contro il Pertica ed il Valderoa.
Il 29 ottobre la 4 Armata, in concomitanza della grande battaglia offensiva del Piave, balza in avanti in tutti i settori, irrompe come una valanga sul nemico e ne travolge ogni residua resistenza.
Alle ore 15 del 3 novembre (ora dell'armistizio) l'Armata raggiunge la linea Borgo in Val Sugana - Fiera di Primiero in Val Cismon.
La battaglia è vinta! L'Armata del Grappa ha ben assolto il compito che la Patria aveva ad essa affidato.

Fonti tratte dall’opuscolo Sacrario Militare Monte Grappa distribuito dal Ministero delle Difesa

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